La Panzerottata

SAGRA DEL PANZEROTTO A TORRE CANNE

Sua maestà il panzerotto pugliese: storia e curiosità di una tradizione gustosa

A Napoli è chiamato pizza fritta, in Salento calzone, a Bari e provincia è sua maestà il panzerotto: una mezzaluna di massa fritta tradizionalmente ripiena di mozzarella e pomodoro ma ormai declinato in tantissimi gusti.

Che li chiamiate Panzerotto, Calzone o Fritta, queste specialità sono una vera delizia da leccarsi i baffi!

PANZEROTATA TORRE CANNE 14 luglio 2019 EDUCATORI
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Le origini

Come i pugliesi ricorderanno, esistono in realtà molte varianti del ripieno del panzerotto pugliese; noto è il ripieno con l’aggiunta delle olive snocciolate, delle acciughe , della cipolla e dei capperi.

Il panzerotto nasceva dalla tradizione della cucina pugliese, quando con la rimanenza della pasta del pane venivano cotte queste piccole mezzelune con pezzi di formaggio e pomodori.

Oggi lo si trova in tutte le vetrine dei bar e nei menù delle pizzerie e, spesso , dei ristoranti.

Il tipico panzerotto pugliese è ripieno con pomodoro e mozzarella, può essere cotto al forno o fritto nell’olio extravergine di oliva. Il prodotto per essere gustato appieno va mangiato caldo.

La tradizione salentina e soprattutto Brindisina li vede fritti nell’olio bollente e mangiati caldissimi appena pronti.

Il panzerotto: “ambasciatore” di Puglia

Anche se esistono tante varianti in Italia, soprattutto al sud, il panzerotto pugliese è, insieme a quello partenopeo, il più rinomato, tanto da aver ricevuto l’appellativo di “ambasciatore” di Puglia nel mondo. La sua ricetta semplice è rimasta invariata nel tempo e si tramanda di generazione in generazione. Ognuno ha il suo piccolo segreto per prepararli al meglio, dall’impasto alla frittura.

C’è per esempio chi sostiene che per ottenere un ottimo panzerotto è necessario aumentare la quantità di acqua nell’impasto, chi fa lievitare due volte la massa, chi frigge in olio di semi e chi li chiude con i pollici piuttosto che con la forchetta o il coppa pasta. Fatto sta che non c’è famiglia in Puglia che non sappia preparare i panzerotti.

Una curiosità: la massa benedetta

Anticamente era diffusa l’abitudine di benedire con un taglio a forma di croce la pagnotta dell’impasto dei panzerotti prima che completasse la lievitazione e baciare la lama del coltello.

Secondo la tradizione, pare ancora in uso in molte famiglie pugliesi, benedire la massa era un modo per ringraziare il Signore del cibo avuto. Le donne anziane, oltre a segnare la massa con la croce, recitavano formule o preghiere antiche.

Secondo un’interpretazione “più scientifica” del gesto, il taglio della massa aiuterebbe a farla crescere meglio, perché permetterebbe all’aria di entrare nell’impasto.

Il panzerotto della solidarietà

Un evento, quello della Sagra del Panzerotto, che si ripeterà tutte le domeniche d’estate a scopo di beneficenza.

A Torre Canne, infatti, in estate si ripete ogni domenica sera di luglio e agosto, presso la struttura del Sacro Cuore, ubicata su via Del Faro, l’iniziativa “La solidarietà non va in vacanza”.

Gruppi di volontari provenienti da Fasano e frazioni, danno vita a questo evento a favore dei più deboli.  Si preparano e si offrono panzerotti; il tutto accompagnato da tanta buona musica e balli di gruppo.

Il ricavato, estratte le spese, viene poi devoluto al Sacro Cuore di Fasano per il sostegno agli innumerevoli progetti che vengono svolti a favore degli ospiti delle Comunità Educative. La caratteristica simpatica di questa iniziativa è che i beneficiari diventano i primi attori e promotori partecipando alla preparazione della sagra, alla diffusione dei volantini, all’animazione della serata durante i balli.

Identikit del volontario: Sentirsi bene facendo del bene agli altri! Se può essere vero che una sola persona non può risolvere tutti i problemi del mondo, ciò che ognuno può fare è rendere quel piccolo angolo di mondo dove vive un po’ migliore!

Allora, tutti a Torre Canne per un buon panzerotto alla ricetta pugliese e per partecipare all’ iniziativa LA SOLIDARIETÀ NON VA IN VACANZA.

Un grazie a tutti voi, ai volontari, agli educatori, al personale ausiliario.

Il cronista

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