.

IL SACRO CUORE DI FASANO sorse nel 1934 perché accogliesse gli orfani della zona.

Adagiato ai piedi della collina, in Via Matarano n. 1, a meno di cento metri dallo svincolo della Statale 172 Dir., guarda la città di Fasano. Alle spalle gli ulivi della Selva di Fasano e la folta macchia mediterranea; di fronte, oltre la città, l'azzurro Mare Adriatico di Savelletri e Torre Canne. È questa l'incantevole posizione del Sacro Cuore, baciato dal sole e rinfrescato dai venti marini e collinari.

L'ispiratore e realizzatore del Sacro Cuore fu DON SANTE PERNA,sacerdote fasanese, parroco della chiesa di Sant'Antonio Abate di Fasano.

L'esigenza originaria che Don Sante volle soddisfare fu l'assistenza agli orfani. Con molto sacrificio e sforzo anche della comunità fasanese il Sacro Cuore (a Fasano noto pure come Don Sante) fu eretto e il 7 giugno del 1934quattordici orfani furono accolti.

I piccoli ricevettero una educazione cristiana, fondata sull'amore e sulla solidarietà. Ma in poco tempo cominciarono a giungere a Don Sante domande per nuove ammissioni di orfani, fanciulli poveri, ragazzi abbandonati a se stessi e privi di educazione e di istruzione.

Non potendo più da solo accudire a tanti fanciulli, ed anche perché nel frattempo era divenuto parroco di Sant'Antonio, Don Sante decise di rivolgersi all'Opera Don Guanella.

Portatosi a Roma, l'umile sacerdote fasanese argomentò con amore la causa della sua realizzazione, ed il 25 maggio del 1937 il Sacro Cuore fu donato all'Opera Don Luigi Guanella; il 13 luglio 1937 giunsero a Fasano i primi guanelliani. L'impegno assunto dai guanelliani fu di continuare a perseguire i nobili scopi individuati da Don Sante Perna.

Da allora, si sono susseguiti numerosi confratelli e tutti hanno dato il meglio di loro stessi per sovvenire ai bisogni spirituali, intellettivi e fisici di centinaia e centinaia di ragazzi, costituendo una grande famiglia: la famiglia del “Sacro Cuore”.

  

IL SACRO CUORE :

un “laboratorio educativo” che compie 80 anni

 

Quando nel 1937 i Guanelliani giunsero a Fasano, si trovarono tra le mani la viva realtà di una istituzione educativa iniziata, cura­ta e diretta personalmente da quel grande educatore che fu Don Sante Perna.

Da parte dei nuovi arrivati si trattava di garantirne la continuità. Assicurare cioè la gestione, l’organizzazione e la funzionalità della Casa. Soprattutto preoccuparsi che l’azione educativa, affidata ora alla attenzione di più educatori, continuasse la sua incidenza sugli allievi, diventati anch’essi numerosi e disparati: apprendisti artigia­ni, ragazzi delle elementari, giovani studenti.

Si iniziò all’insegna della tipica espressione dei tempi: “curare il buon andamento della casa”, che significava prendersi cura del bene degli allievi ed essere pronti, in un ambiente fatto di sempli­cità e di penuria materiale, a far di tutto dal rattoppare i vestiti dei ragazzi, ad aggiustarne le scarpe, a tenere puliti i locali..., a vigilare sulla disciplina e sullo studio.

Una prima fase, che ben presto lasciò il posto ad una imposta­zione pedagogicamente più attenta e più aperta, facendo assumere lentamente all’Istituto la fisionomia di vero “laboratorio educati­vo”, dove se mancavano ancora progetti brillanti ed ambiziosi, si imponeva la ricerca di un comune indirizzo, educativo, interessato al quotidiano e tutto centrato nel trinomio caro alla pedagogia gua­nelliana: “vedere, prevenire, provvedere”.

Nella fase più recente, l’Istituto si è dato una veste totalmente innovativa, trasformandosi in “Comunità residenziale” prima e “ Comunità Educative “ poi per il recu­pero di ragazzi e giovani in difficoltà familiari, sociali, scolastiche. Vi presiede una équipe specialistica. E’ costante il riferimento alla condizione dei destinatari e all’ambiente da cui provengono. Si fa ricorso alle risorse fornite dalle scienze dell’educazione. Si applicano particolarmente le indicazioni pedagogiche che la Congrega­zione va maturando nel tempo ( P.E.G. Progetto Educativo Guanelliano ).

Oggi, quel “laboratorio”, messo in piedi quasi per istinto educa­tivo dai primi Guanelliani scesi a Fasano, ma poi via via arricchito e attrezzato secondo le esigenze dei tempi e i bisogni dei destinatari, oggi compie 70 anni. Una ricorrenza che i responsabili attuali della Casa vogliono, e giustamente, onorare.

Lo fanno anche con la presente pubblicazione, il cui primo intento è quello di raggiungere, oltre gli amici di sempre (benefattori ed ex ­allievi), un pubblico più vasto e sintonizzarlo sul merito e sull’im­portanza dell’Opera. Costruite su fonti di prima mano, queste pagi­ne del P.O.F. aiuteranno gli ospiti delle Comunità Educative e i lettori in genere a scoprire con soddisfazione non solo una tra le più benemerite centrali educative, di cui la Puglia è ricca e va fiera, ma anche a verificarne l’influsso sul territorio, nonostante le difficoltà incontrate nel suo pro­cedere storico e che incontra al presente, dove sono rese più ardue dall’inerzia e dal conformismo culturale del lavo­ro educativo.

Ma c’è un secondo obiettivo, che questa pubblicazione vuol rag­giungere: dire, attraverso la parola dei protagonisti (educatori ed educati) quali linee pedagogiche sono state forgiate ed applicate loro da questo “laboratorio educativo”. Anche qui si vogliono aiu­tare i lettori a saperne di più, ad avvicinarsi quanto più possibile alle idee su cui si è costruito in questi 70 anni il lavoro educativo. Talora appariranno problematiche? Ma ciò sarà molto realistico ed eloquente: raramente l’impegno educativo rassomiglia ad una mar­cia trionfale.

L’attenzione suprema in questo “laboratorio” è data alla moralità e alla formazione ai valori religiosi. E’ lo scopo primario dell’intero lavoro, non sempre proclamato, perché traguardo evidente e risaputo, indicato da don Guanella ai suoi continuatori: «fare buoni cristiani e cittadini one­sti», «educare ragazzi sani, savi, sapienti».

La cornice di tutto è un diffuso clima di amore educativo. Nella casa, più che teorizzarlo, lo si pratica, abbinandolo al discorso sul rispetto riverenziale per l’educatore, che è l’amico fraterno, compa­gno di giochi e di lavoro.

Si fa leva sul senso di responsabilità, di serietà nell’applicazione allo studio, alla convivenza fraterna, condizione indispensabile per un vero tirocinio all’arte della vita.

 

 

SUI PASSI DEI DUE MAESTRI

 

Don Sante Perna fa da ponte tra Don Luigi Guanella e noi. Egli è per noi, come Don Guanella, un insigne modello nella generosità totale, nella capacità di farsi prossimo di chi è nel dolore, nella tenacia e nello spirito di sacrifi­cio; un Uomo, immerso nella vita, nelle idee, nelle passioni, nelle azioni del suo tempo, che volle permeare tutta la sua vita di carità. Parroci, si occupano delle cose minute del loro paese portando sulle loro spalle la croce della povertà e della fame. Don Sante, sentendo arrivare la sua ora, chiama i sacerdoti di Don Guanella per continuare la sua opera caritativa. Chiama degli specialisti della carità a cui affidare il suo “S. Cuore”.

Questo Istituto, sgorgato dal cuore di Don Sante per ispirazione divina, ha trovato, nei servi della carità, una guida forte, sincera e paziente.

La nostra storia pertanto non può dimenticare Don Guanella e Don Sante: è dovere di riconoscenza; è necessità, per capire le nostre origini; è mi impegno per proseguire la nostra testimonianza di carità. Le spoglie mortali di Don Sante riposano nella chiesa dell’istituto; una vicinanza anche fisica che da un lato, comprova l’affetto che saldamente congiunse Lui ed i Suoi orfani durante la vita terrena, e dall’altro è di aiuto e conforto ai successo­ri. A noi, chiamati a sostituirli in un campo reso più facile dal loro lavoro, fa­voriti da un maggior numero di personale qualificato, il compito di appro­fondire, precisare, e dare compimento a quanto, ad ogni livello, già da lo­ro intravisto e avviato.

Una nota è dominante al “Sacro Cuore”: è lo stile di vita familiare.

Lo trovi nello svolgersi della giornata dei piccoli ospiti; nei rapporti di semplicità e tenerezza; nell’arredamento e nelle dimensioni delle camere per il riposo; nei vari soggiorni accoglienti; nel personale specializzato ca­pace di calarsi nelle varie problematiche dei minori; neIl’équipe Sociopsicologica: nel formulare piani educativi coraggiosi avvalendosi di tecniche e metodologie moderne con un costante riferimento a Don Luigi Guanella e a Don Sante Perna; nella maggiore collaborazione dei comuni di origine dei minori e con le scuole di Fasano perché riteniamo valido il loro apporto professionale e sociale. Ogni anno si tengono al Sacro Cuore gli Incontri di Aggiornamento e Formazione per educatori di comunità per dare l’oppor­tunità di riflettere e contemporaneamente aggiornarsi su di un particolare tema, come potrebbe essere il Progetto Educativo delle Comunità. Questo perché crediamo che un progetto educativo, codificato in un do­cumento, dà maggiore efficacia all’educazione, sostiene nelle difficoltà, aiuta a capire e superare gli errori, permette di agire con maggiore sicurez­za e di utilizzare meglio le risorse disponibili e d’integrarle con i risultati si­nora acquisiti dalle scienze psicopedagogiche.